Escursione al Monte Colombina

ESCURSIONE AL MONTE COLOMBINA (dal Parcheggio 7 Colli)

Il monte Colombina, situato sull’altopiano, ha un versante verso la Val Supine e uno verso il Colle S. Fermo. E’ alto 1459 metri, è costituito di dolomia ed è erboso nel versante Sud, mentre a Nord è ricoperto da un bosco di pini. I ghiacciai del Quaternario arrivarono fino ai suoi piedi, cioè sul colle, a metri 1250 circa, La Colombina è la montagna più cara ai bossichesi, spesso innevata d’inverno e verdeggiante d’estate. L’escursione a questo monte è una delle più spettacolari delle molte che si possono effettuare sul meraviglioso altopiano.
Si imbocca il sentiero sterrato partendo dal parcheggio Sette Colli, arrivati all’agriturismo “ 5 Abeti”, al bivio si volta a sinistra e dopo pochi metri si tiene la destra imboccando una mulattiera in leggera salita, scavata nell’argilla rossa e ombreggiata da abeti.
Lasciata a sinistra una cascina, al bivio seguente dove si trova il bacino dell’acquedotto Pizol, si prende la mulattiera a destra della vallata e dopo un tratto, circa un chilometro , si arriva al Fursilì (Forcellino) della Colombina, stretto passaggio, dove la strada prosegue in discesa per il rifugio Magnolini e il Pian della Palù, mentre a sinistra un sentiero conduce al Colle. A destra vi è un poggio su cui val la pena di salire per ammirare la profonda e selvaggia Val Supine, il lontano monte Alto, il roccioso massiccio della Presolana e infine il versante Est della Colombina, detta Àlter (Valtero)..
Al Fursilì (Forcellino) vi è il confine di tre comuni: Bossico, Lovere e Costa Volpino.
Una fresca fontanella rinfresca i nostro cammino.
Si prende il sentiero a sinistra e poco dopo in alto si giunge a una cascina aperta, detta “Casì de la Pest” ( Casino della peste) chiamato così perchè la tradizione bossichese dice che vi si rifugiò gente nel contagio della peste del 1630 per sfuggirvi.
Il sentiero in salita passa sopra il dosso di Pernède (chiamato monte Tabor) e sbuca alle pendici del monte. A maggio questo versante e quello del Colle, entrambi prativi, sono letteralmente coperti di fiori, tra i quali genziane e i gialli ranuncoli, ai quali si aggiungono massicce fioriture di ornitogalo (latte di gallina).
A questo punto si può salire il costone e arrivare direttamente alla Croce.
Oppure, attraversata la base del monte, si arriva alla Chiesetta di S. Fermo e poi si continua per la mulattiera di Quatìsa per poi salire a destra e fare tutto il crinale della Colombina. Lungo la base del monte vi sono alcune cascine, abitate d'estate in occasione della fienagione. Dopo le prime due cascine, presso un bel boschetto di faggi, c'è una mulattiera e si passa sopra l'inizio della valle del Glòf, dai versanti nereggianti di abeti e pini. Dal colle c'è ampio panorama sull'altopiano e sul lago, ma per ampliarlo sempre più occorre salire le "Sponde" , cioè il versante e portarsi alla Croce in cima a monte Colombina. .
Questa croce in ferro, pesante sette quintali, è alta metri 8,50 e venne costruita dal fabbro Colombo Fausto di Sovere, morto nel 2000 all'età di 102 anni. Venne qui collocata il 20 maggio 1951 a cura della pensionata maestra Margherita Arrighetti, che aveva ricevuto un sussidio di £. 300.000 dal Governo e li impiegò in parte per questo scopo.
Alla Croce il panorama è grandioso. Si vede la Valcamonica, il lago Sebino, il pizzo Formico verso la Val Seriana e l'Alben dalle lunghe creste rocciose, poi il massiccio dell'Arera.
A sinistra del lungo massiccio della Presolana si vede il Pizzo Coca, il Pizzo del Diavolo di Tenda e il monte Secco. La vista spazia sulle Prealpi bergamasche ancora innevate e nelle giornate limpide si vede la città di Milano col Duomo. Verso Sud si vede pure la catena degli Appennini.
La bellezza dei prati fioriti al Colle, la forma tipica del monte Colombina, la vista dell'altopiano e il panorama delle Prealpi, non fanno certo rimpiangere la fatica della salita a questo monte.