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LA SCUOLA CHE FU -"PROFUMO D'INCHIOSTRO" |
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Tutto sommato però, i ragazzi andavano a scuola con convinzione e con il piacere d’imparare intuendo che fosse importante non dipendere da altri per farsi scrivere o leggere una lettera e che fosse pure importante imparare a fare i calcoli per non farsi imbrogliare.
I bambini imparavano molto a memoria, ripetendo più volte poesie e filastrocche; imparavano cose pratiche e un po’ di educazione civica. Avevano pochi sussidi didattici: una lavagna girevole, alcune cartine geografiche e soprattutto il sillabario, un concentrato di un po’ di tutto.
Alcuni ricordano il triste periodo del fascismo, durante il quale la propaganda del regime era martellante. Bisognava imparare e ripetere canti e slogan inneggianti al duce, fare esercizi fisici
faticosi, marce interminabili e soprattutto sottoporsi alla pratica dell’olio di ricino. Il duce voleva che crescessero addestrati e forti per cui ogni giorno dovevano aprire la bocca e inghiottire l’olio di fegato di merluzzo. L’odore repellente che rimaneva sul cucchiaio unto è forse il ricordo più vivo
di quel martellante programma. Questi alcuni ricordi della scuola di una volta.

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